Viareggio non dimentica, la politica e la prescrizione invece sì

Ha senso che un reato in Italia venga prescritto mentre le indagini o il processo sono ancora in corso ? La prescrizione, così com'è usata nel nostro Paese, serve davvero a poco dato che impedisce di arrivare ad una sentenza di assoluzione oppure di condanna. Questo rischia di ripetersi anche nel caso della strage ferroviaria avvenuta a Viareggio il 29 giugno 2009, quando poco prima della mezzanotte un treno-merci con 14 cisterne contenenti gpl deraglia mentre si trova in entrata nella stazione viareggina. In totale sono 33 le persone che perdono la vita, più 25 i feriti: a seguito dell'incidente e della grande esplosione alcuni edifici crollano, altre strutture verranno abbattute più tardi.

Il processo è ancora in corso e presenta 38 persone indagate incluso Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, oltre a molti dirigenti di Trenitalia e Rfi, senza dimenticare quelli di Cima riparazioni e delle officine Jungenthal, due gruppi industriali che si sono occupati nel tempo delle revisioni del treno-merci che ha causato il disastro. Proprio ieri - dopochè nel 2013 lo Stato ha stabilito di non costituirsi parte civile in cambio di una liquidazione -, una folta delegazione composta da familiari delle vittime, membri dell'amministrazione comunale e altri cittadini ha voluto incontrare a Roma, davanti a Montecitorio, alcuni parlamentari per esprimere il proprio "No" alla prescrizione per reati come quello relativo all'incendio colposo.

“E’ un problema di leggi. La politica deve trovare una soluzione - ha affermato Daniela Rombi, presidente dell'associazione dei familiari, Il Mondo che Vorrei -. Noi non possiamo accettare assolutamente la prescrizione dell’incendio colposo, perché i nostri figli sono morti bruciati vivi. Anche l’imputato Mauro Moretti dice di volere la verità. La verità non si fa con la prescrizione, ma andando fino in fondo. Noi dobbiamo essere fuori da questa prescrizione. Vogliamo un confronto con Renzi, che ha detto ‘pagare tutti fino all’ultimo'; questo deve valere anche per Viareggio e per tutte quelle stragi, come l’Eternit, dove sono morte persone innocenti per le negligenze e le colpe di qualcuno. Non ci fermeremo”.

Il rischio legato alla prescrizione dei reati è forte: sono sufficienti sei anni per prescrivere l’incendio colposo, sette e poco più per le lesioni e per quanto riguarda le contravvenzioni alla sicurezza sul lavoro c'è il pericolo che la prescrizione scatti prima dell'arrivo della sentenza di primo grado. Perciò, dato che l'incidente risale al 2009, i tempi sono davvero strettissimi e ci sarebbe il bisogno di rivedere in fretta la legge relativa al meccanismo della prescrizione. Così com'è la prescrizione non serve ad accelerare i tempi della giustizia, semmai ad accorciarli a tutto vantaggio degli imputati che, se ben difesi, saranno in grado di allungare i tempi del processo. Adesso gli avvocati della difesa sono più spinti alla ricerca di dubbi interpretativi e altre procedure utili per guadagnare la prescrizione che a concentrarsi sulla dimostrazione dell'innocenza dell'assistito. In altre parole il reato prescritto da' molte più garanzie e meno rischi di un'assoluzione completa.

Il prossimo appuntamento per i familiari delle vittime è il 24 settembre, quando si terrà l'incontro ufficiale col Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Daniela Rombi e Marco Piagentini, vicepresidente dell'associazione, saranno ricevuti al Quirinale, nella speranza che questo tentativo non risulti vano.

 

 

 

 

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