Migranti, barcone con 70 persone a bordo a Lampedusa. Salvini: “Li espelliamo subito”, ma è solo bugiardo delirio propagandistico

C'è un che di patetico nelle ultime dichiarazione del ministro degli interni Matteo Salvini che neppure il Tg2, di solito benevolente verso le sparate del ministro e del suo gonfiare i muscoli, ha potuto nascondere. Il ministro in pieno stile fake riferendosi al barcone con a bordo 70 persone che è stato intercettato mentre si dirigeva verso le coste siciliane e che una motovedetta della Guardia di Finanza e una della Guardia costiera hanno scortato per poi trasbordare i migranti per trasferirli verso Lampedusa.
L’operazione non viene tecnicamente considerata un soccorso in mare perché l’imbarcazione, a differenza di quanto accaduto ai migranti soccorsi dalla Alan Kurdi, non aveva lanciato nessun segnale di Sos. Salvini mentre ancora le operazioni di trasbordo erano in corso ha detto di essere "già a lavoro" affinché i clandestini arrivati a Lampedusa "vengano rispediti a casa loro nelle prossime ore". La decisione di trasferire i migranti a bordo del barcone, ha spiegato il ministro che ormai potrebbe essere nuovo protagonista di un libro di Collodi, è stata presa per "velocizzare le identificazioni, individuare gli scafisti e per far scattare le procedure di espulsione". In realtà il ministro sa benissimo che l'espulsione immediata, nella migliore delle ipotesi, potrà essere attuata in alcuni mesi, dato che oltre all'identificazione delle persone arrivate su territorio italiano, si dovrà valutare il loro status. Insomma saranno esattamente come i 600mila che Salvini in campagna elettorale aveva promesso di espellere appena giunto al Viminale. Insomma una posizione di chi mente sapendo di mentire, ma del resto siamo nuovamente in campagna elettorale e si sa, per certa politica, questo conta più dell'umanità e della verità. Ma questa volta la posizione del ministro è talmente abnorme, che oltre al Tg2 (che oggi è stato richiamato dall'Agcom per l'eccessiva attenzione alla Lega), anche gli alleati di governo non hanno potuto tacere. Riporta infatti il Fatto Quotidiano che le parole del ministro hanno provocato la reazione del deputato pentastellato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali: “Mi aspetto che un membro del governo non dica bugie agli italiani. È tutto da verificare che i naufraghi sbarcati a Lampedusa, come dice Salvini, possano essere espulsi. Non bisogna improvvisare”. Il parlamentare M5s, vicino al presidente della Camera Roberto Fico, ha puntualizzato: “Chi sbarca va identificato e va poi valutata l’eventuale richiesta d’asilo. Invece di fare propaganda a uso e consumo interno, dobbiamo cogliere l’occasione per riproporre con più forza una soluzione Ue”. “Anche laddove fossero tunisini bisognerà capire le reali possibilità e soprattutto i tempi di un eventuale rimpatrio”, sottolinea Brescia. Intanto un altra bordata al ministro arriva anche dal sindaco di Lampedusa: "Altri migranti? Non li abbiamo ancora visti arrivare, ma sono la dimostrazione che siamo un porto aperto", commenta Totò Martello, il sindaco di Lampedusa che ironizza con un po' di amarezza: "I cannoni li hanno tolti... Siamo rimasti solo noi a guardare il mare...".

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