Altro che dazi, per Xi Jinping la preoccupazione è la crisi della carne di maiale

Secondo alcuni osservatori, ci fa sapere l'agenzia Asianews, la preoccupazione più grande del presidente cinese Xi Jinping non è la guerra dei dazi con gli Usa, né le manifestazioni di Hong Kong, ma il prezzo sempre più alto della carne di maiale che come è noto è base culinaria della cucina cinese.  Infatti in questo 2019 – proprio nell’Anno del Maiale – il prezzo della carne suina è cresciuto fino ad agosto del 46,7%, causando un aumento di tre punti dell’indice dei prezzi al consumo, con relativa influenza sull’inflazione. L’industria legata al maiale contribuisce per 128 miliardi di dollari Usa all’economia nazionale e costituisce il 60% della dieta di carne dei cinesi.

Da oltre un anno nel Paese si registra un’epidemia di febbre suina africana. Iniziata con un’infezione dei capi di bestiame in una fattoria vicino al confine russo, si è ormai diffusa in tutte le 31 province della Cina, decretando la morte per malattia o per sterminio di oltre 200milioni di maiali, quasi la metà dei capi allevati nel Paese.

Sono in molti ad additare in Xi Jinping il responsabile di questa crisi. Il presidente, infatti, pur di non dialogare con gli Stati Uniti sulla guerra dei dazi, ha preferito imporre imposte sulla carne suina proveniente dagli Usa (secondo produttore al mondo, dopo la Cina) e aprire alle importazioni dalla Russia, nota per essere la più colpita dalla febbre suina.

Perché lo scontento sull’incremento dei prezzi non produca maggiori tensioni, ieri il governo ha deciso di vendere all’asta 10mila tonnellate di carne suina congelata dalle sue riserve strategiche. La Cina ha creato una riserva strategica di carne di maiale nel 2007, ma non se ne conosce l’entità. Il maiale è un simbolo di benessere: l’ideogramma di “casa” è disegnato come un maiale sotto un tetto. In qualche modo, se manca la carne di maiale, non si può essere felici. Alla festa del Primo ottobre, per I 70 anni della repubblica popolare cinese, la popolazione potrà assistere a una delle più grandi parate militari, con armi modernissime “made in China”, ma forse non avrà la carne di maiale a tavola.

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