Puntate verso l’Italia cinque bombe del terrorismo

In Italia fanno più sensazione le macabre azioni dei tagliagole dell’Isis e i loro proclami: ”Vi puniremo se attaccherete i Paesi arabi, la Libia in particolare”. Le loro armi, al di là delle nefandezze, sono psicologiche. Il loro obiettivo è terrorizzarci con le minacce. Gli esperti internazionali di terrorismo non li considerano però, almeno per ora, la più pericolosa delle 5 ‘bombe’ puntate sull’Occidente (e l’Italia). Fanno infatti notare che finora non hanno mai agito al di fuori dei confini dell’Isis (Stato islamico di Iraq e Siria) allargando soltanto di recente i loro tentacoli sulla Libia del dopo-Gheddafi. E aggiungono che la tanto strombazzata minaccia di far arrivare nel nostro Paese terroristi mescolati ai disperati nei barconi non è da sottovalutare, ma neppure da enfatizzare dati i serrati controlli al loro arrivo. In realtà l’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi si serve dell’invasione dei poveracci per finanziarsi. La stampa europea ignora invece quasi del tutto quella che i responsabili dell’anti-terrorismo ritengono molto più pericolosa. Si tratta del Nusra (“Fronte di soccorso al popolo della Siria”, venuto alla ribalta soltanto di recente con il rapimento di Greta e Vanessa, le due volontarie lombarde. A rischio si aggiunge rischio: infatti è molto probabile che quanto prima Nusra si allei con l’Isis formando il vertice del terrore. Terza ‘bomba’ diffusa in tutto il Medio Oriente e nell’Africa orientale (in particolare in Somalia e ora anche nel confinante Kenia) è la ‘madre’ del terrorismo della Jihad, vale a dire Al Qaeda. Si sta organizzando dopo la morte di Osama bin Laden e ora, con la guida di al-Zahawiri, il medico egiziano che assassinò Sadat, sta pensando ad azioni eclatanti come l’11 settembre. Non macabre uccisioni o minacce via Internet. Strategia diversa, anche se l’Isis è nata proprio da una ‘costola’ di Al Qaeda. C’è poi, per ora in azione soltanto nel Nord della Nigeria, un po’ sottovalutata dalla stampa occidentale, ma ugualmente feroce dell’Isis, è Boko Haram che significa “bisogna proibire l’istruzione occidentale”. Se al-Baghdadi assassina curdi, cristiani copti d’Egitto o di ispirazione assira (gli unici che usano ancora l’aramaico, la lingua di Gesù), Boko Haram fa scempio di cristiani senza distinzione e punta diritto verso i confini settentrionali dell’Europa. Quattro Stati dell’Africa occidentale si sono alleati contro questi terroristi e, con l’aiuto militare di Usa e Francia, stanno impiegando 8 mila soldati per contrastarli. Ed eccoci alla quinta ‘bomba’ puntata verso di noi: sono non soltanto i ‘foreign fighter’ che dall’Europa sono andati a combattere nelle file dell’Isis in Siria e Iraq, ma sopratutto i ‘lupi solitari’ (figure invisibili che si nascondono in Internet) che, dopo l’addestramento in Asia o in Libia, hanno fatto ritorno nel nostro continente. Ben 600 sono infatti rientrati, fra cui 5 italiani, 2 con doppia nazionalità. Dove si annidano e cosa stanno tramando?

Augusto Dell’Angelo

Augusto.dell@alice.it

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