PECHINO DA 40 ANNI PADRINO MA DISORDINI A HONG KONG

Ero in pieno centro a Hong Kong in quell'assolata mattina dell'1 luglio 1997, quando per l'ultima volta era ammainata la bandiera britannica che era stata issata come colonia 156 anni prima. Qualcuno esultava, altri piangevano. Forse sono gli stessi (o i loro figli) che hanno organizzato disordini anti-regìme in questi giorni. Alla presenza del leader cinese Xi Jinping sempre al centro della scena come un Padrino attorniato dai fedelissimi della sua 'cupola comunista', esattamente 40 anni fa si stava invece scrivendo un'importante, nuova pagina di storia.

Hong Kong tornava alla Cina, alla Madrepatria, con un accordo: per 50 anni (cioé fino al 2047) l'ex colonia sarebbe stata retta dal principio “Un Paese, due sistemi”.
In sostanza, Hong Kong è diventata una regione amministrativa speciale con un sistema giuridico basato sulla “common law” britannica. Il capo dell'Esecutivo è scelto da un comitato elettorale che varia da 400 a 1200 membri, Oggi al Governo c'è Leung Chun-Ying.
Che poco, o nulla, sia cambiato da decenni fa è dimostrato da una foto pubblicata sul giornale acquistato dal geniale cinese Jack Ma che l'ha rilevato dal glorioso quotidiano in lingua inglese “South China Morning Post”: come a Mosca le posizioni di potere si rilevano dalla posizione dei dirigenti sulla Piazza Rossa l'1 maggio, qui nella foto si staglia, solo, potente, al centro, il Presidente Xi, Jinping, come Mao, 'il grande timoniere'.
Vicino a lui Wang Huning, suo principale consigliere che ha contribuito a emendare la Costituzione del Partito. Poi Far Changlong, comandante in borghese, ma generalee, l'uomo più potente dopo Xi nella gerarchia dell'Esercito. Una sorpresa vederlo così viino al capo: Xi evidentemente l'ha voluto portare a Hong Kong per ricordare alla gente di qui che “il Partito controlla il fucile”, come amava dire Mao, cioé “è meglio non alzare troppo le sfide per l'autodeterminazione e la denocrazia.
C'è quindi Li Zhanshu, capo di gabinetto e membro del Politburo nonchè intino amico di Zi. Il quinto della 'cupola' è Yang Bechi, consigliere di politica estera.
Chiude la 'cupola' Wang Guangya, direttore degli affari economici, su cui grava l'incarico più oneroso: risollevare il Pil dell'ex colonia. Era il 30% di quello nazionale prima del distacco e ora è invece soltanto al 3%, anche se la piazza finanziaria è ancora nevralgica per gli affari della Cina all'estero.

AUGUSTO DELL'ANGELO

augusto.dell@alice.it

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