ANCHE UN RIFUGIATO SIRIANO NELLA STAFFETTA CHE PORTA LA TORCIA OLIMPICA

Il 26 aprile, Ibrahim Al-Hussein, un rifugiato dalla Siria, porterà la torcia olimpica attraverso il sito di accoglienza temporanea di Eleonas, ad Atene, come parte della staffetta della torcia per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016 partita ieri con la simbolica cerimonia ad Olimpia, dove la fiamma è stata consegnata al prima tedoforo brasiliano. Il coinvoglimento dei rifugiati - gesto dall’alto “valore simbolico”, sottolinea l’UNHCR - intende mostrare solidarietà ai rifugiati, in un momento in cui quasi 60 milioni di persone al mondo non possono vivere nelle loro case.
L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ricorda in una nota come “da tempo riconosce il valore positivo dello sport nel percorso d’integrazione dei rifugiati quando cominciano a ricostruirsi una vita in un nuovo paese”.
Dal 1994, il Comitato Olimpico Internazionale ha collaborato con l’UNHCR nei campi rifugiati e nelle località di reinsediamento in tutto il mondo. Tra gli altri progetti realizzati, sono state organizzate attività sportive per i bambini rifugiati costretti a fuggire da guerra e conflitti.
Il Comitato Olimpico Internazionale ha lavorato con l’UNHCR per identificare 43 candidati, tra le persone registrate come rifugiate, che – se si qualificheranno – parteciperanno alle Olimpiadi quest’anno in Brasile, come parte della squadra “Atleti Olimpionici Rifugiati”.

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