L’uso dei bambini soldato, un abominio

Con la ripresa della rubrica sguardi a Sud non potevamo non partire dall’infanzia. Quell’infanzia che continua ad essere vittima di abusi, di violenze, di sfruttamento che i trenta conflitti aperti nel mondo provocano. Le guerre civili nel Darfur, del Sud Sudan, della Nigeria, della Siria, dell’Iraq, dell’Ucraina, Afghanistan, oltre a provocare morti e sofferenze alla popolazione civile inerme continuano, nonostante la diffusione e dei trattati internazionali, a ricorrere all’uso dei bambini soldato nelle varie guerre. Da qualche giorno si è celebrata la giornata internazionale contro l’uso dei Bambini Soldato . Importante data per sottolineare che molta strada deve essere ancora fatta per liberare i bambini da questa violenza imposta e praticata dagli adulti. Il Consiglio di sicurezza delle nazioni Unite ha individuato Sei gravi violazioni nei confronti dei bambini: uccisione e mutilazione dei bambini, Reclutamento o utilizzo di bambini come soldati; Violenza sessuale contro i bambini; Attacchi contro scuole e ospedali; Impedimento dell’assistenza umanitaria ai bambini; Sequestro di bambini. Sono diminuiti i reclutamenti diretti negli eserciti, ma solo perché le guerre oggi sono diverse, hanno cambiato volto . Non più guerre tra stati ma più conflitti interni legati alle varie fazioni : religiose, tribali, nazionaliste, gruppi politici in lotta per il potere . Il risultato non cambia anzi, al contrario oggi sempre di più si conta la partecipazione delle bambine e delle ragazze nei conflitti armati. Si calcola che ci siano oltre 250 mila bambini e giovani sotto i 18 anni impiegati nei vari conflitti del mondo ma la cosa ancor più grave è che l’età si sta abbassando. Un bambino di 10 anni, grazie all’evoluzione delle armi, può usare tranquillamente un AK-47 come un adulto. I bambini o i ragazzi non chiedono paghe, si fanno indottrinare e controllare più facilmente di un adulto e affrontano il pericolo con maggior incoscienza. Nonostante il trattato del 25 maggio del 2000, entrato in vigore nel febbraio del 2002 , e ratificato da 153 stati che si impegnano in questo modo a non reclutare nelle proprie forze armate persone al di sotto dei 18 anni d’età, non ha contribuito a migliorare di molto la situazione. Da qui il rinnovato impegno della società civile mondiale attraverso la Coalizione contro l’uso dei bambini soldato per proteggerli durante i conflitti armati e porre fine all’impunità dei responsabili. La maggioranza delle violenze contro i bambini si trovano in Africa nei conflitti locali : Mali, Costa d’Avorio, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Chad, repubblica centroafricana , per citarne alcuni. Ma le cose più terribili oggi stanno accadendo in Libia,
Siria, Iraq.

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