Dal Giappone con furore, Renzi preannuncia le sue ricette per il Sud

E speriamo che, sull'onda dell'Expo italiano all'insegna del cibo e del buon mangiare, non si pensi a risolvere tutto con la celebre 'dieta mediterranea'. Al di là della facile battuta, continua il batti e ribatti a distanza tra il giovane Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il quasi coetaneo autore di Gomorra, Roberto Saviano. Renzi parla dal Giappone dove si trova in visita da alcuni giorni, in vista del nuovo incontro della direzione del Pd (7 agosto) nella sede romana del Nazareno.

Attraverso il social network che il Presidente più ama usare, Twitter, lo scrittore di Napoli ha invece replicato alle affermazioni di Renzi di ieri. Facciamo subito una mini-cronistoria su quanto successo. Da Tokyo Renzi aveva risposto ad una lettera aperta scritta da Saviano su Repubblica e rivolta proprio al premier. "Sul Sud basta piagnistei: rimbocchiamoci le maniche - ha detto Renzi -. L'Italia, lo dicono i dati, è ripartita. E' vero che il Sud cresce di meno e sicuramente il governo deve fare di più, ma basta piangersi addosso". Durante la notte il segretario del Pd è intervenuto nuovamente: "L'Italia ha finalmente svoltato dopo anni di decrescita infelice - ha aggiunto -. Segno più su tutto, da turismo all'export, dall'attrazione di investimenti esteri a nuovi posti di lavoro. Segno che con le riforme le cose cambiano. Ma serve anche più consapevolezza e amor proprio: voler bene all'Italia significa smettere di spararle e spararle contro".

Che cos'ha infastidito così tanto il nostro Presidente della Consiglio ? Ecco qualche estratto dalla lettera pubblicata su Repubblica il primo agosto scorso. "Oggi non si può certo pretendere dal Suo esecutivo - aveva scritto Saviano - la soluzione di problemi endemici come la "questione meridionale": ma non ci si può neppure esimere dal valutare le linee guida della sua azione. Game Over. Questa è la scritta immaginaria che appare leggendo il rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno. Game Over. Per giorni i media di tutto il mondo sono stati con il fiato sospeso in attesa di un accordo che scongiurasse l'uscita della Grecia dalla zona euro: oggi apprendiamo che il Sud Italia negli ultimi quindici anni ha avuto un tasso di crescita dimezzato rispetto a quello greco. La crisi è ben peggiore: ed è nel cuore dell'Italia. Il lavoro come nel 1977, nascite come nel 1860".

Le anticipazioni del rapporto Svimez 2014 pubblicate pochi giorni fa hanno infatti messo in evidenza una situazione drammatica. Svimez è un'associazione che si occupa dello sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno: l'anno passato il PIL del Sud Italia ha registrato per il settimo anno di seguito un saldo negativo (-1,3%); dall'inizio della crisi (2008) i consumi delle famiglie sono scesi del 13%, mentre gli investimenti industriali del 59%. Il dato finale, ancora più drammatico, è che nel 2014 all'incirca il 62% dei residenti al Sud ha potuto contare, per vivere, su meno di 12 mila euro complessivi all'anno (al Nord ed al Centro la percentuale è invece del 28,5%).

Questa fotografia non lascia spazio a fraintendimenti nè dubbi. Tanto che Saviano oggi ha commentato: "Mi addolora molto che sia definito 'piagnisteo' - ha detto lo scrittore - ricordare che al Sud il numero degli occupati è al livello più basso dal 1977, la natalità ai minimi storici dai tempi dell'Unità d'Italia. I meridionali fuggono al Nord e all'estero, i migranti stranieri che arrivano sulle nostre coste mirano a trasferirsi in altri paesi. Il tutto nella totale assenza di progetti e investimenti. Questo è un urlo di dolore, non un piagnisteo che sembra invece somigliare di più alla cantilena del 'va tutto bene'". Durante la prossima direzione del Pd, tra pochi giorni, il partito di Matteo Renzi dovrà pensare a come dare qualche risposta convincente. Un altro annuncio dai banchi del Governo non cancellerà nè i dati tragici del rapporto Svimez nè tutto ciò che hanno fin qui fotografato.

 

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