CORONAVIRUS, IL GOVERNO CHIUDE OGNI ATTIVITÀ PRODUTTIVA NON ESSENZIALE. CONTE “E’ LA SFIDA PIÙ DIFFICILE DAL DOPOGUERRA”

I dati di oggi sono stati impietosi, 793 morti per un totale di 4.825. I contagiati di oggi sono 4.821 in più e portano l'attuale conta a 42.681. I guariti di oggi 943 portando il totale a 6.072. Parla il presidente del consiglio Giuseppe Conte al termine di una giornata drammatica con l'idea che non sarà di certo l'ultima e che anzi tutto lascia pensare che vi saranno nuovi contagi e nuovi lutti. Così dopo i nuovi dati negativi sui contagi e sui decessi e con un pressing arrivato da Regioni, sindacati e dall'opposizione per una ulteriore stretta del governo Conte ha deciso e lo annuncia in diretta Facebook. Prima il premier aveva incontrato le forze sociali (sindacati e piccole imprese hanno chiesto lo stop di tutte le attività industriali non strategiche). Poi ha visto i capi delle delegazioni dei partiti al governo. "Questa è la sfida più difficile dal dopoguerra. Le misure adottate richiedono tempo per dispiegare i loro effetti", premette Conte che annuncia la chiusura di ogni attività produttiva non essenziale. In sostanza resteranno aperti supermercati, farmacie e parafarmacie e ogni attività funzionale alle attività essenziali. Logistica in primis. Fabbriche con produzioni non strategiche fermeranno le produzioni.

"Fin dall'inizio ho scelto la linea della trasparenza e di non minimizzare. E' la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal dopoguerra", dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella dichiarazione sulle misure di contrasto al coronavirus. "La morte dei nostri concittadini" a causa del coronavirus "è un dolore che si rinnova, non si tratta di semplici numeri". "Le misure già adottate richiedono tempo. Bisogna rispettare le regole", afferma il presidente del Consiglio, "dobbiamo resistere". "Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo: il governo decide di chiudere nell'intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali". "Abbiamo stilato, con i sindacati e gli imprenditori, "una lista dettagliata: saranno aperti tutti i supermercati, i negozi di generi alimentari e di prima necessità, non ci sono ragioni di corsa agli acquisti, non abbiamo modificato gli orari. Saranno aperte farmacie, parafarmacie, assicureremo poste, assicurazioni, banche".

In diretta da Palazzo Chigi

Pubblicato da Giuseppe Conte su Sabato 21 marzo 2020