Autobomba esplode davanti agli uffici di Eni a Tripoli, forse è attacco Isis

Non è certo un caso che a poche ore dall'annuncio di Eni della scoperta di un maxi-giacimento di gas nell'offshore egiziano del mar Mediterraneo, nel pomeriggio di ieri 31 agosto un'autobomba è esplosa nel centro di Tripoli, nel quartiere di Dahra, proprio di fronte agli uffici della Mellitah Oil and Gas, la società controllata dall'azienda italiana con il cane a sei zampe e partecipata anche da Noc (National Oil Corporation) l’azienda nazionale libica. Secondo fonti libiche non vi sarebbe stato nessun ferito, solo danni materiali. Non si hanno notizie sull'identità degli attentatori ne ci sono conferme ufficiali per ora sul fatto che l'obiettivo fosse la compagnia petrolifera italiana, anche se quest'ultimo dato è altamente probabile. Secondo il sito del quotidiano Libya Herald lo “Stato Islamico” a Tripoli avrebbe rivendicato l'autobomba: “I soldati del Califfato hanno colpito uno dei foyer degli apostati nel quartiere al-Dhahra”, avrebbero postato i jihadisti su Twitter, sempre secondo quanto riferito dal quotidiano. L'Eni ha confermato l'attentato e comunicato che non ci sono stati feriti, parlando solo di danni lievi alla sede della Joint venture.
La compagnia Mellitah ha precisato che nell'esplosione sono andati in frantumi i vetri della sede e alcune automobili parcheggiate per strada sono state colpite. Fonti libiche riferiscono anche che ad essere colpite sono state le ambasciate saudite e quella algerina che si trovano molto vicino alla sede della Mellitah.

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