Anche per Mattarella gli ecoreati hanno “pene inadeguate”

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Dal 3 febbraio 2015, giorno del suo insediamento, il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non è intervenuto quasi per nulla all'interno del dibattito pubblico del Paese. Sugli ecoreati però si è già espresso: "Non si può continuare a gestire la questione ambientale - ha dichiarato il Presidente - con l'esclusiva ottica dell'emergenza. E, senza entrare nel merito, vorrei qui dare atto al Parlamento di aver compiuto un importante passo in avanti nella definizione del reato di disastro ambientale: un crimine grave finora sanzionato con pene inadeguate".

Il passaggio a cui Mattarella si riferisce è quello dell'approvazione della legge sugli ecoreati al Senato, avvenuta il 3 marzo: ora spetterà alla Camera dei deputati il definitivo via libera affinchè in Italia, almeno su questo fronte, qualcosa finalmente si muova. Grazie al Senato è stata già cancellata la non punibilità dei reati colposi in caso di bonifica (misura osteggiata da Confindustria), e, per una volta, sul testo hanno trovato convergenza i voti della maggioranza insieme a quelli di Sel e del M5S.

Se il testo del disegno di legge non subirà modifiche e resterà così com'è, i delitti ambientali entreranno di diritto nel codice penale: la recente vicenda Eternit, la pesantissima situazione della Terra dei Fuochi in Campania e tanti altri casi che affollanno le cronache italiane mese dopo mese e che non trovano mai soluzione, potrebbero prendere un'altra piega in futuro. Si tratta di un vero e proprio passaggio di civiltà: il caso Ilva a Taranto, i decennali problemi all'ambiente legati alla Fincantieri di Monfalcone fino ad arrivare ai rifiuti industriali che hanno contaminato Porto Marghera. E' più facile scordarsi di quante siano le aree in Italia soggette ad inquinamento e disastri che mettersi di buona lena per realizzare un elenco aggiornato.

Al di là di questo dato statistico, il vero problema è che non appaiano mai responsabili precisi e individuabili: spesso i processi si dilungano e tutto passa in cavalleria. Le ecomafie e le illegalità, che sono ampiamente diffuse da Nord a Sud sarebbero contrastate con una legge ad hoc che introduce i nuovi reati di inquinamento ambientale, di disastro ambientale, i delitti colposi contro l'ambiente, il traffico e l'abbandono di materiale radioattivo, oltre al reato di impedimento al controllo. Importanti norme riguardano anche lo smaltimento in mare e la cosiddetta "omessa bonifica", che prevede una pena con reclusione da 1 a 4 anni. Molto interessante è anche la parte del disegno di legge che va a toccare la confisca di ciò che è il prodotto o il profitto del reato (o che serve per delinquere): una misura questa che è prevista fatto salvo che profitti o prodotti ottenuti in modo non lecito appartengano ad una persona estranea ai fatti.

Le premesse dunque ci sono tutte per una legge davvero importante, condivisa e che tutto il Parlamento dovrebbe sostenere e nessuno affossare. Restiamo in trepida attesa, affinchè il risultato che s'è avuto al Senato (165 voti favorevoli, 49 contrari e 18 astenuti) non resti un caso unico ed isolato.

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