Agriturismo, un realtà in crescita anche nel Fvg

Il turismo legato al territorio, l'antitesi del turismo "mordi e fuggi" praticato in molti posti anche in Italia, punta al duplice scopo di preservare l'ambiente e di creare un legame, possibilmente, duraturo con il turista. Un legame  che possa durare nel tempo e possa diffondersi attraverso un passaparola positivo che vale molto di più di qualsiasi campagna di marketing (social networks compresi).

Ebbene, in questo il Fvg non è seconda a nessuno: il turismo diffuso, quello definito anche "slow", che si accompagna al piacere di gustare le specialità tipiche locali ed apprezzare i tanti piccoli tesori naturali che questa regione è in grado di offrire a chi sa trovarli e apprezzarli, è uno dei pilastri dell'economia friulana. Una economia scalfita solo di striscio dalla crisi, fatta di qualità e di servizi che sono apprezzati in maniera universale.

A conferma di queste considerazioni, Cosimo Melacca, presidente di Agriturist, aprendo i lavori del XII Forum dell’associazione, all’auditorium di Palazzo Italia a Expo ha dichiarato:  "L’agriturismo sancisce il legame strettissimo tra turismo e agricoltura, un turismo lento che, a parere di Agriturist, va adeguatamente promosso puntando sulle caratteristiche peculiari che portano sempre più ospiti, italiani e stranieri, nelle nostre campagne. Le aziende italiane che svolgono attività di agriturismo e simili sono aumentate, dal 2010, del 16%".

«Anche l’agriturismo del Fvg, stando ai numeri, gode di buona salute - aggiunge Maria Pia Bianchi, presidente regionale di Agriturist. Il numero delle aziende che lo pratica cresce annuale a un ritmo superiore alla media nazionale. Attualmente, nella nostra regione, ci sono 630 attività autorizzate all’esercizio dell’agriturismo (+ 2,5% sul 2013), con 4.142 posti letto e 26.158 posti tavola. Sulla felice intuizione di creare un turismo rurale, 50 anni fa è nato Agriturist. E dal suo successo è derivato, in seguito, il termine agriturismo. Le aziende agrituristiche italiane sono circa 21.300 e, dal 2010, con fatturati (+63%), offerta di posti letto (+13,2%), ristorazione (+63,2%) e numero di ospiti (+127%) in cresciuta. Questo nostro Forum – dice ancora Bianchi -, vuole portare all’attenzione della politica e dei media che la terra (valore concreto e reale, in contrasto con il mondo virtuale, che certe volte ci soffoca) va salvaguardata e protetta dall’urbanizzazione e dal dissesto idrogeologico. Gli agricoltori ne sono i custodi, con la loro attività, che segue i ritmi della natura, recupera e valorizza il patrimonio culturale locale, dà forza alle identità dei luoghi, promuove territorio, usi, costumi, cibi e tradizioni. Le nostre strutture propongono una vacanza lenta, che ha il ritmo della campagna, una visione e una prospettiva differente, di consapevolezza culturale. C’è ampio spazio di crescita per le attività connesse all’agricoltura, partendo proprio dall’agriturismo. Accanto a esso, le opportunità per sviluppare attività di diversificazione sono enormi e le nostre imprese allargano la loro offerta per venire incontro ai nuovi bisogni della collettività, ma anche, in una fase difficile come questa, per sostenere e ampliare il reddito aziendale. Fieri delle nostre radici e della nostra storia – conclude Bianchi – non ci fermiamo qui».